L'autore:
Francesco RANDAZZO

Regista e scrittore. Laurea in Regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico” di Roma. Attivo in Italia e all’estero per importanti teatri e festival. Fondatore e direttore artistico della Compagnia degli Ostinati - Officina Teatro. Ha pubblicato con vari editori, testi teatrali, poesie, racconti ed un romanzo, ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi di drammaturgia nazionali e internazionali, fra i quali: Premio Fondi La Pastora, Premio Candoni, Premio Fersen, Premio Ugo Betti. Suoi testi teatrali sono stati tradotti e rappresentati in spagnolo, francese e inglese. Svolge inoltre un'intensa attività didattica, collaborando con istituzioni pubbliche e private italiane e straniere.

Tutto il repertorio,
e fra le altre opere disponibili di Francesco Randazzo:
•L'alibi di Dio •Controverse irrimediabili •Per il bene di tutti •Notte segreta
•Dialogo col bambino

http://www.francescorandazzo.tk

 

L'alibi di Dio

Sinossi:
Mezzanotte: è l’ora del tempo sospeso, l’ora in cui tutto è possibile. In quest’ora obliqua, Lorenzo, parroco di una diocesi sperduta, nascosto a sé stesso e alla propria omosessualità e in cerca di espiazione, riceve la visita improvvisa e sconvolgente di Saverio, che esige di essere confessato dal suo ex amico e compagno. Il dialogo è lotta, gioco al massacro, che mette a nudo le anime dei due e i loro sentimenti di dannati. La tragedia della fede di Lorenzo, prete ed omosessuale, viene risvegliata da Saverio, che evocherà il fantasma di un giovane di cui i due furono appassionatamente innamorati e che è la causa della drammatica svolta fra l’uno e l’altro. La confessione diviene un duello che porta ad un’assoluzione estrema ma priva di redenzione. Un giallo teologico e umano, dove tutti sono colpevoli e innocenti insieme e nel quale Dio è un movente incomprensibile e spietato.

Personaggi:
3 U

Estratto:
LORENZO
Sono entrato
Sono entrato nella stanza
e l'ho visto là
con te
con te che lo baciavi
Nudi
Nudi
nel peccato
nel tradimento
nella lussuria

SAVERIO
Puri
Puri
Come il tuo rimorso
non saprà mai essere

LORENZO
Ti odio

SAVERIO
É un peccato anche questo

LORENZO
Vi ho guardati
Ero lì e volevo urlare
Volevo uccidervi
Ma non potevo
non sapevo
Io
ero incantato

Quell'angelo tremendo
che mai avevo guardato
così
Ora io lo vedevo con te
nella sua folgorante perfezione
I suoi gesti i suoi atti
erano terribili e perfetti
E l'amore
Dio mi perdoni
L'amore dei corpi
era luce
luce pura
fulmine

SAVERIO
Dio c'era in quel momento


Controverse irrimediabili

Sinossi:
Un salone di una villa vicina al mare. Tre donne, folli e diverse, moglie e amanti dello stesso uomo, lo aspettano, di notte per ucciderlo. Il loro sodalizio è irrimediabile, come la sorte delle loro storie d’amore. Finché arriva un uomo... che non arriverà mai più... Niente è ciò che appare e la verità è una sconcertante tragedia.

Personaggi:
1 U (che non parla), 3 D

Estratto:
ALGA
Ti ha tradita
Moira
Ci ha tradite
tutte
Ha tradito
tutt’e tre
Ci ha messo
l’una contro l’altra
Per questo
abbiamo dovuto
ucciderlo
Lo amavamo troppo
Così è per sempre
nostro Per sempre
Ugualmente nostro
Così ognuna di noi
ha il suo Per sempre

SARA
Però abbiamo bisogno
abbiamo assolutamente
bisogno di lui
fisicamente
Per questo lo aspettiamo
ogni fine settimana
per questo lo uccidiamo
ogni volta
Non è lui Però per noi
É LUI
deve esserlo
Dobbiamo farlo
ogni volta
ogni volta
ogni volta
Non basta mai
Per ricrearlo
dobbiamo
capite dobbiamo
NON BASTA UNO
Dobbiamo ucciderne
ancora
Dobbiamo ucciderli tutti


Per il bene di tutti

Sinossi:
Persone normali, in un normale paesino di provincia al confine. Dall’altra parte gli altri: uomini anche loro, ma diversi, stranieri e soprattutto pericolosi e indesiderati. Tutti nel paese sono d’accordo e si organizzano in una motivatissima milizia anti immigrati, a guardia del fiume che fa da confine. Determinati a non fare passare nessuno. Ma uno di loro riuscirà a passare e sarà catturato. Che fare? I paesani sono tutti brave persone, ma al di là dei ruoli normali e per bene della propria vita quotidiana, ognuno dovrà rivelare l’aspetto più oscuro di sé, affermando un principio sbagliato, con buone ragioni: per proteggersi, per non soccombere, per il bene di tutti. Una storia preoccupante, che ci pone di fronte alle nostre omissioni e connivenze e ai discorsi agghiaccianti della cosiddetta gente per bene...

Personaggi:
6 U, 2 D

Estratto:
LUSS
Lui non voleva
farti male

ANSCH
Ma è passato
É passato dall'altra parte
Dalla nostra parte
Non si può Non si deve
É un clandestino
Uno di quelli Noi
noi facciamo le ronde di notte
per questo per non farli passare
dobbiamo proteggerci Non possono
venire qua Non possono stare qua

LUSS
Ma perché
Non voleva farti niente
di male

ANSCH
Perché ci siamo già noi
qua Capito Ma cosa dici
Ci siamo già noi qua E da prima
molto tempo prima di loro
E non c'è posto per tutti
Non c'è posto E tu lo sai
Noi siamo noi Loro sono
diversi da noi Devono restare
a casa loro Questa non è
non è casa loro no É casa
nostra questa E non c'è posto
non c'è posto per quelli come loro

LUSS
E lo picchieranno

ANSCH
E allora
Così impara
E quando lo ributtiamo nel fiume
e ritorna da quelli come lui
quelli che ogni notte tentano
di invaderci lui saprà dirgli
che cosa li aspetta Che ci siamo
noi qui Pronti a fare valere
i nostri diritti E così
E così staremo in pace



Notte segreta

Sinossi:
In un convento della Sicilia, nei tempi lontani “dei Viceré venuti dalle Spagne”, due giovani suore, Assunta e Conforto, si ritrovano a passare insieme una notte di veglia e penitenza accanto ai corpi in fase di imbalsamazione di due vecchie monache morte in odore di santità. Sono in convento per obbligo più che per scelta. Insieme, a subire quella penitenza angosciosa. Una notte può sembrare e diventare eterna lì dentro. Vogliono e sognano, inventandosi fantastiche storie, la Vita, non la Morte. Sono delle Sante involontarie. Allegre per disperazione, col coraggio dell’incoscienza e della leggerezza ma anche con la paura, con l’ansia di capire perché quel destino: una domanda che con le loro risate, attraversa i secoli e arriva fino a noi. Con un sorriso e un brivido leggero.

Personaggi:
2 D

Estratto:
CONFORTO
Le mele e il sangue
l’osso e la talpa
Morte che scava
con le unghie raspose
dentro la carne e brucia
come sole negli occhi
Tutto si scioglie e trema
in silenzio

Anche noi
anche noi
saremo come loro
Niente

ASSUNTA
Ho paura

CONFORTO
Siamo prigioniere

ASSUNTA
Per sempre

CONFORTO
Questa è la notte ultima
L’ultima nostra notte
di libertà

ASSUNTA
Ma

CONFORTO
Siamo
sole
per una notte
io e te
solamente
Libere di volare
per un’ultima volta
nella nostra
fantasia


Dialogo col bambino

Sinossi:
Il tema profondo, che appartiene alla drammaturgia dell’impegno e della solidarietà umani, è quello della sopraffazione da sempre esercitata dai signori della guerra e dai potenti sui deboli e gli indifesi della terra. Un prologo rap introduce storie laceranti di ordinaria barbarie: una bimba vietnamita con il piede su una mina, un vecchio guerriero di una tribù africana cancellata dai bianchi, una donna in fuga da violenze private e collettive, fino al dialogo straziante fra un militare e un bambino, vittime e nello stesso tempo carnefici in una guerra spietata. Il tutto realizzato con auspici pacifisti e tensione lirica, dalla parte dell’umanità indifesa.

Personaggi:
5 o più: 4 U, 1 D

Estratto:
II

di colpo il piede di Tou Fu si blocca. immobile. teso. la pianta dura del piede posata su un corpo d'oggetto metallico. un attimo prima s'è udito lo scatto secco del detonatore, nonostante il rumore dell'acqua Tou Fu l'ha sentito. l'ha sentito con la pelle, è risuonato dentro come se le scattasse in gola. Tou Fu non gioca più, adesso ricorda tutto, pietrificata dalla consapevolezza. è una mina.

III
Capisco che una storia di sangue è sempre la morte di un popolo. Anche se vince, l’orrore e il massacro arrivano per tutti, sempre. Mi sciolgo e scivolo col fiume. Un insetto sbava sul mio occhio vuoto una lacrima senza rimedio. Non c’è più niente. Niente. Soltanto il fiume. Che scorre silenzioso. Pieno di sgomento. Pieno d’indifferenza. Il grande fiume. Grande come il cadavere del corpo immenso di un popolo. Che non c’è più.

IV
[...] Di nuovo vidi la mano di quel soldato che finse di aiutarmi e ridendo e ringhiando si era introdotto in me e aveva stuprato la mia fiducia e il mio grido di pietà. Ma in quel momento ero solo caduta e tentai di rialzarmi. Un sibilo e un tocco di fuoco accanto a me. Rotolando per la paura, il mio ventre raspò sulla terra come quel ferro vi aveva raspato il frutto della violenza. E fui davvero sterile. Per sempre. Ed ero ancora a terra. Sporca di paura.

V
- Le cose di questa terra come sembrano piccole e inutili viste da qui.
- Noi non sappiamo più nulla di ciò che credevamo.

- Noi non siamo più nulla di ciò che credevamo.
- La morte è la nostra unica verità.
- L’amore il nostro rimpianto.
- La pace il nostro sogno.

VI
Ti voglio bene. Sei mio figlio. Ti voglio bene. Non aver paura. Stiamo morendo. E non è un gioco. Non più. Stiamo morendo. Adesso. Di nuovo. Insieme. Senza un perché. Ti voglio bene. Figlio mio. Io non so cantare, non so cantare, e non ho più colpi per uccidere, non ho più niente, solo un pensiero, l'ultimo, di te, figlio mio.

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